Le specie esotiche invasive

Le specie invasive sono piante (o animali) insediate e sviluppate in ecosistemi o habitat naturali o semi-naturali al di fuori della loro area di origine. Sono, infatti, molto spesso alloctone (aliene) esotiche. La loro introduzione può essere sia volontaria che involontaria. Alcune piante vengono importate volontariamente come, ad esempio, le ornamentali da giardino, alberi e colture resistenti o dalla crescita più rapida, mentre altre raggiungono i nostri paesi casualmente, tramite gli scambi commerciali e i trasporti. La diffusione delle piante invasive può causare enormi danni sia per gli ecosistemi sia per la salute umana. Le specie alloctone entrano spesso in competizione con le specie locali (autoctone) e, se la convivenza diviene competitiva, talvolta quest’ultime possono soccombere. Le invasioni da parte di queste piante sono una minaccia emergente e vengono oggi considerate una delle principali cause della perdita di biodiversità, insieme alla distruzione degli habitat e allo sfruttamento eccessivo delle risorse.
L’impatto negativo delle piante invasive è spesso sottovalutato. Queste possono causare nella UE perdite fino a 12,5 miliardi di euro ogni anno in termini di assistenza sanitaria e salute degli animali, resa delle colture, danni alle infrastrutture e alle specie protette. Il numero delle piante invasive in Europa è cresciuto notevolmente negli ultimi anni, ma, nonostante la problematica sia comune a molti Stati membri, attualmente non vi è dedicata una politica globale dell’UE per debellarle.